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Tufo : definizione, caratteristiche, terapie
Materiale da costruzione molto diffuso in Italia ed in particolare nell'Italia centro-meridionale dove può essere considerato come il materiale più usato per ogni genere di costruzione, sia sotto forma di mattoni o blocchetti che di lastre e blocchi di grande dimensione, dal muro di sostegno al muretto di recinzione, dal tompagno alla volta ecc. Talvolta, l’opera edile è addirittura scavata nel tufo.
 
È classificabile fra le una rocce piroclastiche eruttive, fatta eccezione per i tufi calcarei di origine sedimentaria. Formati da polveri, cristalli, brandelli vetrosi, accumulati come sedimenti incoerenti da eventi eruttivi, rinsaldati da fenomeni diagenetici successivi (*), i tufi constano, soprattutto, di silicati, con o senza silice libera e si distinguono in funzione delle intrusioni, del colore, della compattezza ecc.
(*) fenomeni diagenetici = insieme delle trasformazioni chimiche e fisiche che avvengono in un sedimento durante e dopo la deposizione.
 
Di aspetto granuloso, il tufo è un materiale molto poroso. La sua struttura granulare, che offre un ottima aderenza con la malta, la facilità di lavorazione, le proprietà igrometriche, ed altre interessanti caratteristiche fanno di questo materiale uno dei prodotti maggiormente usati in edilizia. Dal punto di vista meccanico e funzionale, il tufo è considerato una pietra tenera : la sua resistenza allo schiacciamento così come le sue caratteristiche fisiche e meccaniche variano a causa delle notevoli varietà esistenti, non solo da cava a cava ma anche, nella stessa cava, da livello a livello.
       
Il tufo, per la sua morfologia “macroporosa”, non è generalmente soggetto a problemi connessi con l’umidità di risalita capillare, anche se il fenomeno può manifestarsi, nelle murature a mattoni o blocchi di tufo, attraverso le malte di allettamento. Gli inconvenienti più ricorrenti sono conseguenti ai processi degenerativi del materiale, all’insorgere di pulverulenza, decoesione e permeazione d’acqua che richiedono, a seconda dei casi, provvedimenti di consolidamento, idrofobizzazione, rivestimento ed intonacatura traspiranti.
In Campania sono comuni i tufi trachitici, cementati o incoerenti, di colore giallastro ; uno di questi è la pozzolana che, nella forma incoerente, è usata per la produzione di malta idraulica. Noto è il tufo di natura “ignimbritica” dalla colorazione verde dell'isola di Ischia chiamato, per la sua localizzazione, "Verde Epomeo". Tufi “andesitici” di colore grigio sono frequenti tra Verona e Vicenza e si sono formati all’inizio del terziario come testimoniano i fossili che inclusi. Nel Lazio sono caratteristici i tufi “nefritici”, generalmente con cristalli di leucite, chiamati “peperini” che possono variare nella colorazione dal grigio al rosa, con maggiore diffusione per il peperino grigio.
 
Caratteristiche fisico-meccaniche:
 
Coefficiente di imbibizione (peso) : 0,20/0,60 kg/cm2
Peso specifico (tufo vulcanico): 1100/1700 kg/m3
Carico di rottura a compressione : 2,5 – 7 MPa
Modulo di elasticità : 3000/15000 MPa
 
 
HANNO NATURA SILICICA I TUFI :
BASALTICI
caratteristici delle aree alpine e prealpine dell’Italia nord orientale, hanno struttura brecciata, frequentemente fossilifera, accompagnata da intrusioni laviche.
PORFIRICI
spesso associati alle colate di porfidi quarziferi delle aree alpine, appaiono saldamente cementati e compatti con frequenti presenze di frammenti vetrosi in schegge minutissime.
CRISTALLINI
si differenziano dai tufi porfirici per la struttura prevalentemente non vetrosa (assenza o scarsa rilevanza di frammenti vetrosi).
PORFIRITICI
MELAFIRICI
caratteristici delle zone alpine ed appenniniche della penisola, frequentemente associati a rocce eruttive, spesso caratterizzati da inclusioni di leucite, algite ecc., hanno colore bigio nelle Alpi Carniche mentre la varietà rossastra dei Colli Albani prende il nome di “Peperino”.
DIABASICI
sono caratterizzati da profonde alterazioni chimiche e dinamiche con frequenti presenze scistose, carbonatiche e cloritiche.
TRACHITICI
caratteristici delle aree Flegree, sono ricchi di minerali, presentano grana ed aspetto variabile, con frequenti intrusioni di lave antiche e proietti vulcanici.
LIPARITICI
sono caratterizzati dall’abbondanza di componenti vitree inframmezzate da minuti frammenti a struttura pomicea.
TRACHITICI
POMICEI
rappresentano la varietà giallastra dei tufi trachitici; caratterizzati dalla frequente intrusione di pomice, appaiono relativamente coerenti e resistenti : sono diffusi nelle zone vulcaniche dei litorali mediterranei (Tirreno ed Egeo; un notevole esempio il Tufo di Posillipo).
PALAGONITICI
rappresentano una varietà dei tufi basaltici con tessitura amorfa o criptocristallina, il colore, giallastro o bruno, deriva dalla differente alterazione di frammenti basaltici; di natura basica, sono facilmente decomponibili dagli acidi : particolarmente abbondanti nelle aree siciliane o assimilabili.
HANNO NATURA CALCAREA I TUFI :
CALCAREI
originati per deposito concrezionale di acque calcarifere, costituiti soprattutto da calcite o dolomite, vengono talvolta definiti con il termine “pietra spugna” o “spugnone”; sono assimilabili, in qualche misura, ai travertini. con il termine “pietra spugna” o “spugnone”.
 
 

Autore / Fonte: www.sanageb.it

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