Nell’immancabile conversazione, per stare svegli e scambiarci impressioni e progetti futuri, un argomento che coltivavamo da tempo, l’edilizia biocompatibile, diventò rapidamente l’oggetto di quella notte e dei giorni a venire. Nei paesi nord-europei questa “nuova edilizia” stava suscitando un notevole interesse, affermandosi con il termine di “Bau-biologie”.
Da parte nostra eravamo convinti che, proposte motivate e meditate, certamente alla nostra portata, volte a riconsiderare i materiali edili in un’ottica di effettiva salubrità, avrebbero potuto determinare positivi sviluppi, commerciali e aziendali.
La sensibilità che avevamo sviluppato fino a quel momento ci faceva immaginare, in tempi più o meno brevi, un’evoluzione del mercato, orientata verso un’edilizia più attenta alla salubrità ed al confort dell’abitare e, nello stesso tempo, più rispettosa dell’ambiente.
La lunga frequentazione della tecnologia dei materiali edili, storici e innovativi, ci forniva tutta una serie di elementi in grado di caratterizzare in tal senso una “nuova linea di prodotti per una nuova edilizia”. Non ci era dato di occuparci degli aspetti compositivi e formulativi di una nuova linea di prodotti nell’abitacolo di un’autovettura, al massimo potevamo limitarci ad escogitare un nome adeguato, sul quale, in seguito, poter costruire “a casa”, prodotti e filosofia.
Nel meraviglioso cielo stellato di quella notte, la stella del cane, Sirio, risplendente come una piccola luna, sembrava suggerirci qualcosa..
Nell’antico Egitto Sirio annunciava l’inizio dell’inondazione annuale del Nilo, regolava le colture e i raccolti e informava gran parte della vita ufficiale. Raccogliere il suggerimento e passare dalla stella degli egizi alla cosmologia egizia fu quasi automatico.
A quel punto occorreva spremere tutte le reminescenze in materia di Egitto, di Nilo, di piramidi, di faraoni e di divinità collegate.
Gli egizi davano un’estrema importanza alla terra ed al suo dio, Geb, sposo e fratello di Nut, la dea del cielo. L’unione della terra e del cielo sapeva indubbiamente di “ecologia”.
Geb era una strana ed autorevole divinità. Parlava a voce bassa ed era, nello stesso tempo, inflessibile e curioso, con l’hobby delle miniere e dei minerali. Quando l’attività umana lo irritava, colpiva il suolo con il suo bastone provocando piccoli terremoti, per manifestare il risentimento della terra. Il colore della pelle di Geb, verde, era lo stesso della terra del Nilo. La scelta di Geb, come nume tutelare della nuova linea di prodotti, era diventata, improvvisamente, cosa fatta! Cominciammo ad intravvedere una serie di malte, di intonaci e di preparati, basati sulla calce, coadiuvati da componenti naturali come la pozzolana, il carbonato di calcio, le fibre vegetali, i caolini, ecc., in grado di conferire salubrità alle nuove costruzioni e di risanare quelle esistenti. Si trattava di concetti che caratterizzavano in modo “Sano” l’abitazione e l’abitare e che avrebbero dovuto caratterizzare, in qualche modo, anche il marchio della nuova linea di prodotti.
Il prefisso per Geb era stato trovato: sano + geb = SANAGEB Una volta battezzato il nome abbinarlo alla figura del sole fu automatico. Il sole, fonte di vita e di energia, era il simbolo perfetto per caratterizzare la nuova linea di “prodotti naturali per l’edilizia”. D’altro canto, Nut, moglie e sorella di Geb, era la dea generatrice del sole: lo partoriva al mattino per ingoiarlo ogni sera. Il ritorno “a casa” ci vide impegnati ad immaginare e formulare, provare e controllare, identificare e definire, tutto il necessario per dare corpo e sostanza alla neonata linea di prodotti SANAGEB.
Nel marchio SANAGEB il sole è rappresentato con un volto benevolo e rassicurante, così come benevoli e rassicuranti sono i prodotti che ne sono contrassegnati. La rassicurazione prende il via dall’assunto “primo non nuocere” di Ippocrate, che informa la selezione e la scelta dei componenti per arrivare alla considerazione che “fare bioedilizia è ormai un requisito fondamentale per una migliore qualità della vita, nella nostra casa e sul nostro pianeta”. SANAGEB doveva quindi rappresentare soluzioni concrete, tangibili ed agevolmente applicabili con l’impiego ottimale delle risorse disponibili, specie se rinnovabili, per ridurre l’impatto sull’ambiente. Il nome ed il marchio erano stati definiti, i prodotti nascevano, venivano collaudati, vestiti e proposti. La successione dei passaggi diventava incalzante nel necessario rigore metodologico imposto dalla filosofia aziendale.
La presentazione ufficiale di SANAGEB si concretizzava con una specifica relazione al convegno “La bioedilizia per una migliore qualità della vita”, organizzato dalla Cooperativa Veio, in collaborazione con l’editore Dedalo, svoltosi nei giorni 22 e 23 Maggio 1997, presso la Sala del Cenacolo di Vicolo Valdina 3/a - Camera dei deputati – Roma (Vedi locandina a lato). Il cammino della Linea di prodotti, per la bioedilizia SANAGEB, si era fatto sicuro, spedito e soddisfacente, tanto per l’azienda quanto per i clienti ed i fruitori grazie ad una qualità sicura e, dal 2002, certificata (*).(*) La qualità aziendale è certificata dal 2002 da MOODY INTERNATIONAL CERTIFICATION secondo la norma UNI EN ISO 9001 – 2008, per le attività di: “Sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti speciali per l’Edilizia e la Bioedilizia, per le nuove costruzioni, il restauro ed il risanamento di edifici civili, industriali, d’epoca e monumentali”.
